Un sito di incontri per lettori? Esiste: si chiama BookMe

È semplicissimo da usare, interessante e divertente; consiglio a tutti l’iscrizione! Basta inserire una foto, una descrizione di come sei, cosa ti piace leggere e il gioco è fatto: potrai interagire con altri utenti appassionati di lettura come te, scambiare pareri sui libri e magari anche trovare l’anima gemella.

Fantastico no?

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VI. Corpi

Com’è possibile che calcolando il mio indice di massa corporea io risulti normopeso, eppure continuo a vedere chili di troppo che non sopporto? Vorrei perderli, certo, ma lo faccio per me o perché qualcuno mi fa pressioni? Apriamo i social e vediamo corpi su corpi, e anche se non lo vogliamo iniziamo a giudicare. È la prima cosa che notiamo in una persona e spesso è una componente fondamentale quando ci innamoriamo. Ci chiediamo se mangiamo troppo o troppo poco, ci spogliamo e ci esaminiamo allo specchio fin nei minimi dettagli, mai soddisfatti. Chiudiamo gli occhi e fantastichiamo sui dettagli che ci piacciono nei corpi altrui, spendiamo soldi in vestiti giusti, diete, palestre, cosmetici e centri estetici. Ma perché siamo così ossessionati dall’apparenza, è colpa nostra o della società in cui viviamo?

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V. Non siamo infallibili

Ho avuto l’idea di questo post più di sei mesi fa, e se mi conoscete, sapete che solitamente mi prendo i miei tempi per pubblicare, quindi questa notizia non dovrebbe sorprendervi più di tanto. Ma il fatto curioso è che quando l’ho abbozzato venivo da un periodo particolarmente carico a livello personale e familiare, quindi sapevo bene di cosa sarei andato a parlare. Invece oggi, alla luce della situazione in cui ci troviamo ormai da mesi, questo titolo acquista un senso più grande; non è più solo la mia condizione, ma anche la vostra, il significato si allarga e abbraccia temi più attuali.

Durante questa quarantena ho pensato a lungo a come mettere per iscritto le sensazioni che ho provato, ma non ho mai trovato il modo giusto, né la carica necessaria per partire a scrivere. Ho fatto fatica a trovare la voglia di fare anche le cose più semplici, come leggere un libro o sistemare una stanza, e non penso di essere stato l’unico in questa situazione. Ora sto riuscendo pian piano ad assumerne coscienza e a sbloccarla, e ho deciso che ve ne parlerò scrivendo di pancia, come ho sempre fatto.

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6. Ok boomer.

Sul mio blog un post è solitamente il risultato di un processo che attraversa vari step: mi viene l’idea, penso se ne verrebbe fuori un articolo che possa interessarvi e/o farmi stare meglio, creo una bozza che magari andrò ad aprire giorni o settimane dopo, inizio a scriverlo e lo rielaboro più volte prima di pubblicarlo. Questo post invece nasce diversamente: l’idea è il risultato di pensieri accumulati per mesi, la scintilla che mi ha dato l’idea del post sono state le parole scambiate con mia madre stamattina e bam!, eccomi qui a scriverlo di getto. Ho trovato anche un titolo di tendenza, quindi ora parte il mio sfogo contro i miei genitori in primis, e in secondo luogo contro tutta la loro generazione baby boomer.

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4. Stasera sto a casa

Vi è mai capitata quella sensazione di straniamento quando siete in compagnia, ad una cena, in discoteca o durante una qualsiasi uscita, in cui vi guardate con occhi estranei e cominciate a giudicarvi? Come se la vostra coscienza evaporasse dalla testa e salisse in cielo per osservarvi, e voi siete lì, con l’ennesima birra in mano, in piedi al freddo fuori dal locale per far compagnia agli amici che fumano. Oppure vi vedete ballare, con occhi che non sono vostri, e pensate “Ma cosa sto facendo? Perché sono qui? Mi sto davvero divertendo?”, o mentre state cercando di fare colpo su qualcuno e magari non sta andando benissimo, puff ecco l’altro te che ti guarda e vorrebbe farti smettere perché ti stai rendendo imbarazzante e non ti riconosce più. Sì, se non mi conoscete ancora sono Mercurio e mi faccio parecchie pare mentali, piacere di conoscervi. Non fraintendetemi, adoro uscire, divertirmi e stare con gli amici che sono davvero un valore aggiunto alla nostra vita, ma ogni tanto mi ritrovo in queste situazioni in cui penso che tutto sommato una sera di queste potrei stare a casa e dedicare del tempo a me stesso.

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3. Dating app

Breve intro: ragazzi scusate l’assenza (o direi quasi l’abbandono) ma ultimamente sono stato strapieno di cose da fare e io sono fatto così: ho mille idee, mille spunti, mi butto a fare cose, inizio, brigo e poi lascio tutto a metà. Quando ho iniziato questo blog immaginavo l’avrei aggiornato con una certa frequenza e invece mi ritrovo ora a ridimensionare questa mia previsione. Ho un po’ di note e appunti segnati da qualche parte che poi da bravo procrastinatore seriale non realizzo concretamente in post ma vi prometto che ci sto provando. Pian pianino mi metterò tranquillo a scrivere e porterò avanti questa cosa. Grazie per la pazienza!

Oggi vi voglio parlare di un tema a me molto caro: le dating app. Tinder, Grindr, Romeo, Hornet, Wapa, Bumble, ecc. sono le applicazioni che usano i giovani (e non) LGBT (e non) per conoscere e incontrare l’anima gemella, o una nuova amicizia, o anche solo qualcuno con cui divertirsi.

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IV. Apatico?

Oggi vi vizio e pubblico un secondo post, molto diverso dal precedente, un pensiero annotato di getto in una di quelle notti in cui si fa fatica a prendere sonno. E’ un esercizio che faccio quando voglio districare la matassa di pensieri annidati da qualche parte in quelle zone del cervello dove spolvero meno spesso. E a volte bisogna buttare fuori, scrivere su carta, girarsi dall’altra parte del letto e cercare di dormire.

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III. Pagina bianca

Come promesso, volevo continuare qui il discorso sul periodo buio che ho passato cinque anni fa, o più che un periodo l’ho vissuta come una fase che è diventata parte di me e della mia storia. Non è stata chiusa a chiave nessuna porta, non sono stati tagliati i ponti col passato, è come un demone dormiente che ho calmato, addomesticato e con cui ho imparato a convivere, ma non ho la certezza che alcuni episodi o alcune crisi non si ripeteranno mai più. Ho curato le ferite superficiali, le ho disinfettate e col tempo si sono formate le cicatrici, ma so che il male che le ha generate non è stato estinto, vive quieto sottopelle aspettando un mio momento di debolezza.

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II. Retromarcia – Prima

Se c’è una cosa in cui sono sempre stato bravo è ricominciare da capo. Ho cambiato due volte ateneo, due volte corso di laurea, quattro volte appartamento e sette volte coinquilini. Ecco, magari questi ultimi non sono dipesi sempre da decisioni mie, ma il resto sì. Eterno indeciso? Poco motivato? Troppo instabile? Forse, ma ne ho fatto un mio punto di forza.

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I. Padova

Se l’album coi numeri arabi (Rifletto e vi racconto) sarà composto da tracce di riflessione più generale e verso l’esterno, questo album contrassegnato dai numeri romani (Mi specchio e mi racconto) sarà invece più personale, intimo e quindi rivolto verso l’interno.

Iniziamo localizzandoci a Padova, città dove ho iniziato i miei studi universitari. Grande (rispetto al paesino dove sono cresciuto), piena di giovani e opportunità, tutto era nuovo, e io dovevo sì focalizzarmi sull’università ma anche vivere al meglio questo passaggio all’età adulta. Essendo uno studente fuori sede, ho dovuto lasciare casa dei miei e cercare una sistemazione, ma ad essere sincero non vedevo l’ora.

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