VI. Corpi

Com’è possibile che calcolando il mio indice di massa corporea io risulti normopeso, eppure continuo a vedere chili di troppo che non sopporto? Vorrei perderli, certo, ma lo faccio per me o perché qualcuno mi fa pressioni? Apriamo i social e vediamo corpi su corpi, e anche se non lo vogliamo iniziamo a giudicare. È la prima cosa che notiamo in una persona e spesso è una componente fondamentale quando ci innamoriamo. Ci chiediamo se mangiamo troppo o troppo poco, ci spogliamo e ci esaminiamo allo specchio fin nei minimi dettagli, mai soddisfatti. Chiudiamo gli occhi e fantastichiamo sui dettagli che ci piacciono nei corpi altrui, spendiamo soldi in vestiti giusti, diete, palestre, cosmetici e centri estetici. Ma perché siamo così ossessionati dall’apparenza, è colpa nostra o della società in cui viviamo?

I just wanna love my body like you love my body

I wanna look in the mirror and tell it that it’s beautiful like you do

(…) And I don’t see what you see, but I want to, I want to, oh

Love my body like I love your body

Julia Michaels

Mi sono imbattuto in questa canzone quasi casualmente, in un venerdì dell’anno scorso in cui come al solito ascoltavo le nuove uscite musicali per farmi un’idea di quali fossero per me i dischi più interessanti o gli artisti da approfondire. Questa “Body”, contenuta nell’EP Inner Monologue Part 2, è una traccia pop abbastanza standard, quasi già sentita, ma a colpirmi fin da subito è stato il testo.

La cantante scrive e parla direttamente a se stessa, scusandosi nelle strofe per essere un stronza, per sentirsi insicura e aver perso il sorriso, e quando le chiedono “Perché ti dici queste cose?”, lei risponde: “Non lo so”: è radicato in lei l’istinto di giudicare il proprio corpo e non piacersi. I toni si fanno drammatici nei ritornelli, il primo leggero, il secondo esplode a voce piena. “Voglio amare il mio corpo come tu lo ami, voglio guardarmi allo specchio e dirgli che è bello come fai tu (…) e non vedo ciò che tu vedi, ma lo voglio, voglio amare il mio corpo come amo il tuo.” Qui i concetti di amore e corpo sono spesso ripetuti, ma su livelli diversi: lei che fa fatica ad amare il proprio corpo, ma il suo partner invece lo ama, e lei vede la bellezza nel corpo di lui, ma non nel suo. Quindi non si tratta di un’impossibilità di amare i corpi o la fisicità in generale, ma solo di non riuscire ad amare il proprio, e questo concetto mi ha fatto riflettere perché lo sento molto mio.

Mi è capitato un paio di volte, nelle precedenti relazioni che ho avuto, di fare davvero fatica a spogliarmi davanti all’altra persona, di sentirmi a disagio per tutti quei difetti che io vedo, e di sentirmi dire che non sono difetti, che sono bello così. Eppure a volte mi sembra di essere di essere l’unico con la pancetta, i capelli che pian piano si fanno più radi, la barba che cresce in alcuni punti più fitta e in altri meno, le gambe grosse, il naso leggermente storto, la pelle mista. Mi fisso su questi aspetti che non mi vanno giù e assumo un atteggiamento negativo nei miei confronti e difensivo quando ricevo un complimento, perché mi sembra poco onesto o espresso con secondi fini. La verità è che ho due occhi verdi luminosi, un bel sorriso, due spalle larghe, una carnagione sempre abbronzata, le gambe grosse tutto sommato hanno un loro perché, e dovrei ricordarmelo più spesso.

E dato che do così tanta importanza ai giudizi altrui, dovrei anche credere ai complimenti sinceri e non offendermi se mi viene fatta un’osservazione, perchè la nostra felicità non dovrebbe essere determinata dai fattori esterni, ma da come noi reagiamo ad essi. Ad esempio, mia madre è il mio peggior critico (dopo me stesso), nel bene e nel male. Dico così perché a volte un occhio oggettivo può dare quello spunto motivazionale per cambiare qualcosa e migliorarsi, a volte però alcuni commenti pesano come macigni. “Ti vedo ingrassato” mi dice ogni tanto, “Non che tu stia male eh”, aggiunge quasi per scusarsi. Ma io tendo ad ascoltare la prima frase e a dimenticarmi della seconda.

Così ho iniziato a stare attento a quello che mangio, senza fare diete kamikaze a base di insalata e ossigeno, semplicemente diminuendo le porzioni e tagliando fuori grassi e dolci, non è difficile, possiamo riuscirci tutti. Ma la cosa più importante è l’esercizio fisico: sono sempre stato abbastanza sedentario, e il fatto che sono uno studente mi costringe a passare molto tempo seduto alla scrivania. Dato che non ho uno stipendio per pagarmi l’abbonamento in palestra e la corsa all’aperto mi stufa, mi sono dedicato agli esercizi in casa, quarantena style. Riscaldamento, pesi, gambe, glutei, squat, addominali, plank, stretching finale. Niente di impossibile, solo esercizi che già conoscevo o che ognuno di noi può vedere su youtube, quel minimo per fare un po’ di esercizi aerobici e tonificare. Non dimagrirò di 10 chili in una settimana né avrò i muscoli scolpiti, ma è quel poco che mi fa svuotare la mente e stare bene con me stesso.

Dico con me stesso, perché se ho iniziato spinto da giudizi esterni, dopo qualche giorno con questa routine mi sono reso conto che stavo bene, e che non lo facevo per nessun altro. Non c’è scritto da nessuna parte che perdere 5 chili mi farà apparire una persona migliore, né che questo impedirà a mia madre di continuare a farmi osservazioni. Continuerò a non essere abbastanza fisicato per alcuni standard (basta aprire Instagram per perdere l’entusiasmo sui primi traguardi raggiunti). Ma a me va bene così. Lo faccio perché se il nostro corpo è il risultato di un’espressione di geni presenti nel nostro DNA, sono molte le cose ereditarie e poche quelle che possiamo cambiare. Ma se ci fa stare bene, facciamolo, e non perché qualcuno ce lo dice o perché ci confrontiamo con corpi migliori. Per qualcuno continueremo ad essere troppo in carne o troppo magri, troppo brutti o sproporzionati, ma intanto perdiamo chili per noi stessi, o mettiamoli, cambiamo taglio di capelli, stile di barba, trucchiamoci e indossiamo quel capo particolare perché ci piace. Non c’è un unico modo per avere un aspetto curato e i piccoli accorgimenti fanno la differenza, anche se non li nota nessuno.

E un piccolo reminder: un atteggiamento positivo e sereno verso il nostro corpo ci rende più capaci di farci amare dagli altri.

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