QCVC – maggio 2021

Bentornati! Questo mese sono stato così produttivo nel tempo libero (cioè quando non sto cercando lavoro, sigh), che anziché fare l’articolo bimensile maggio/giugno sono riuscito a farlo di solo maggio.

Cosa vuol dire? Vuol dire che questo mese è uscita musica a sufficienza per permettermi di parlarne e io ho trovato la motivazione e la costanza di finire i libri, i film e le serie in sospeso. Magnifico!

Ecco l’articolo con i miei consigliati del mese scorso.

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QCVC – gennaio/febbraio 2021

Lo so, siamo a marzo già da una settimana ma ehi, nelle scorse settimane ho consegnato la tesi, a brevissimo mi laureo e sto cercando lavoro, tutto ciò in quarantena perché ho avuto contatti con persone positive. Sto bene, sto solo cercando di conciliare il tutto senza dare di matto, ma posso dire che sono estremamente soddisfatto di aver concluso il mio percorso universitario.

Nuovi venti soffiano sulle vele, e io non vedo l’ora di fare nuove esperienze, lavorative e non – Covid permettendo. L’articolo sui miei preferiti di questi primi mesi del 2021 (in musica, libri, film e serie) arriva solo ora anche per via del Festival di Sanremo, che ho voluto brevemente includere. Siete pronti?

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7. J.K. Rowling è davvero da condannare?

Per la prima volta su questo blog voglio fare un tentativo: dire la mia personalissima opinione su una questione calda, esplosa già qualche settimana fa ma non ancora risolta. Mi riferisco alle accuse di transfobia nei confronti di J.K. Rowling, una delle donne più ricche del mondo: è lei la penna che ha dato vita, tra le altre cose, alla saga di Harry Potter. E cosa c’entra l’opinione personale -direte voi- su un tema così importante e universale come i diritti umani su cui dovremmo tutti concordare? Parliamone, appunto, perché ho l’impressione che in molti siano saliti sul carrozzone dell’insulto facile e della cancel culture senza ascoltare attentamente le tesi sostenute dalle due parti.

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6. Ok boomer.

Sul mio blog un post è solitamente il risultato di un processo che attraversa vari step: mi viene l’idea, penso se ne verrebbe fuori un articolo che possa interessarvi e/o farmi stare meglio, creo una bozza che magari andrò ad aprire giorni o settimane dopo, inizio a scriverlo e lo rielaboro più volte prima di pubblicarlo. Questo post invece nasce diversamente: l’idea è il risultato di pensieri accumulati per mesi, la scintilla che mi ha dato l’idea del post sono state le parole scambiate con mia madre stamattina e bam!, eccomi qui a scriverlo di getto. Ho trovato anche un titolo di tendenza, quindi ora parte il mio sfogo contro i miei genitori in primis, e in secondo luogo contro tutta la loro generazione baby boomer.

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3. Dating app

Breve intro: ragazzi scusate l’assenza (o direi quasi l’abbandono) ma ultimamente sono stato strapieno di cose da fare e io sono fatto così: ho mille idee, mille spunti, mi butto a fare cose, inizio, brigo e poi lascio tutto a metà. Quando ho iniziato questo blog immaginavo l’avrei aggiornato con una certa frequenza e invece mi ritrovo ora a ridimensionare questa mia previsione. Ho un po’ di note e appunti segnati da qualche parte che poi da bravo procrastinatore seriale non realizzo concretamente in post ma vi prometto che ci sto provando. Pian pianino mi metterò tranquillo a scrivere e porterò avanti questa cosa. Grazie per la pazienza!

Oggi vi voglio parlare di un tema a me molto caro: le dating app. Tinder, Grindr, Romeo, Hornet, Wapa, Bumble, ecc. sono le applicazioni che usano i giovani (e non) LGBT (e non) per conoscere e incontrare l’anima gemella, o una nuova amicizia, o anche solo qualcuno con cui divertirsi.

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IV. Apatico?

Oggi vi vizio e pubblico un secondo post, molto diverso dal precedente, un pensiero annotato di getto in una di quelle notti in cui si fa fatica a prendere sonno. E’ un esercizio che faccio quando voglio districare la matassa di pensieri annidati da qualche parte in quelle zone del cervello dove spolvero meno spesso. E a volte bisogna buttare fuori, scrivere su carta, girarsi dall’altra parte del letto e cercare di dormire.

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B. QCVC – Settembre 2019

Ciao ragazzuoli, come state? Lo so, lo so, è passato più di un mese dal mio ultimo post; settembre è stato un mese bello pieno, tra studio, esami, trasloco nella casa nuova, e i pochi momenti liberi che ho avuto li ho dedicati agli amici. Ok, non è vero, collassavo a letto alle dieci; e sapete che vi dico? Che è stato bellissimo: non mi facevo delle belle dormite di otto ore da mesi. Ho anche ripreso la lettura, lo sport, le serie TV, e ora che mi sono sistemato e sono tornato alla mia routine non ho più scuse per continuare a procrastinare la scrittura. Quindi eccomi qui, il vostro Mercurio è tornato e pieno di buone idee per i post autunnali, o almeno spero.

Il primo post, per motivi di ritardo cronologico, è per forza Quello Che Vi Consiglio del mese di settembre: musica, film, serie e libri, vecchi o nuovi, che hanno riempito i pochi momenti vuoti di questo mese. Partiamo!

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III. Pagina bianca

Come promesso, volevo continuare qui il discorso sul periodo buio che ho passato cinque anni fa, o più che un periodo l’ho vissuta come una fase che è diventata parte di me e della mia storia. Non è stata chiusa a chiave nessuna porta, non sono stati tagliati i ponti col passato, è come un demone dormiente che ho calmato, addomesticato e con cui ho imparato a convivere, ma non ho la certezza che alcuni episodi o alcune crisi non si ripeteranno mai più. Ho curato le ferite superficiali, le ho disinfettate e col tempo si sono formate le cicatrici, ma so che il male che le ha generate non è stato estinto, vive quieto sottopelle aspettando un mio momento di debolezza.

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I. Padova

Se l’album coi numeri arabi (Rifletto e vi racconto) sarà composto da tracce di riflessione più generale e verso l’esterno, questo album contrassegnato dai numeri romani (Mi specchio e mi racconto) sarà invece più personale, intimo e quindi rivolto verso l’interno.

Iniziamo localizzandoci a Padova, città dove ho iniziato i miei studi universitari. Grande (rispetto al paesino dove sono cresciuto), piena di giovani e opportunità, tutto era nuovo, e io dovevo sì focalizzarmi sull’università ma anche vivere al meglio questo passaggio all’età adulta. Essendo uno studente fuori sede, ho dovuto lasciare casa dei miei e cercare una sistemazione, ma ad essere sincero non vedevo l’ora.

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