7. J.K. Rowling è davvero da condannare?

Per la prima volta su questo blog voglio fare un tentativo: dire la mia personalissima opinione su una questione calda, esplosa già qualche settimana fa ma non ancora risolta. Mi riferisco alle accuse di transfobia nei confronti di J.K. Rowling, una delle donne più ricche del mondo: è lei la penna che ha dato vita, tra le altre cose, alla saga di Harry Potter. E cosa c’entra l’opinione personale -direte voi- su un tema così importante e universale come i diritti umani su cui dovremmo tutti concordare? Parliamone, appunto, perché ho l’impressione che in molti siano saliti sul carrozzone dell’insulto facile e della cancel culture senza ascoltare attentamente le tesi sostenute dalle due parti.

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2. Donna

Quando esco la sera a bere qualcosa con gli amici non devo preoccuparmi di come sono vestito, se ho troppa pelle scoperta, se le scarpe sono adatte o forse potrebbero dare un po’ nell’occhio.

Non devo preoccuparmi di fare la strada più frequentata e illuminata anziché le stradine buie, come non devo preoccuparmi di trovare qualcuno che mi accompagni a casa a fine serata, o che faccia almeno un pezzo con me e non mi lasci solo.

E quando cammino non devo iniziare ad allarmarmi se una macchina sta rallentando e accostando al marciapiede, e il finestrino si abbassa nella mia direzione, perché sicuramente si tratta di qualcuno che ha bisogno di indicazioni per arrivare alla stazione o al benzinaio più vicino.

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I. Padova

Se l’album coi numeri arabi (Rifletto e vi racconto) sarà composto da tracce di riflessione più generale e verso l’esterno, questo album contrassegnato dai numeri romani (Mi specchio e mi racconto) sarà invece più personale, intimo e quindi rivolto verso l’interno.

Iniziamo localizzandoci a Padova, città dove ho iniziato i miei studi universitari. Grande (rispetto al paesino dove sono cresciuto), piena di giovani e opportunità, tutto era nuovo, e io dovevo sì focalizzarmi sull’università ma anche vivere al meglio questo passaggio all’età adulta. Essendo uno studente fuori sede, ho dovuto lasciare casa dei miei e cercare una sistemazione, ma ad essere sincero non vedevo l’ora.

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