III. Pagina bianca

Come promesso, volevo continuare qui il discorso sul periodo buio che ho passato cinque anni fa, o più che un periodo l’ho vissuta come una fase che è diventata parte di me e della mia storia. Non è stata chiusa a chiave nessuna porta, non sono stati tagliati i ponti col passato, è come un demone dormiente che ho calmato, addomesticato e con cui ho imparato a convivere, ma non ho la certezza che alcuni episodi o alcune crisi non si ripeteranno mai più. Ho curato le ferite superficiali, le ho disinfettate e col tempo si sono formate le cicatrici, ma so che il male che le ha generate non è stato estinto, vive quieto sottopelle aspettando un mio momento di debolezza.

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2. Donna

Quando esco la sera a bere qualcosa con gli amici non devo preoccuparmi di come sono vestito, se ho troppa pelle scoperta, se le scarpe sono adatte o forse potrebbero dare un po’ nell’occhio.

Non devo preoccuparmi di fare la strada più frequentata e illuminata anziché le stradine buie, come non devo preoccuparmi di trovare qualcuno che mi accompagni a casa a fine serata, o che faccia almeno un pezzo con me e non mi lasci solo.

E quando cammino non devo iniziare ad allarmarmi se una macchina sta rallentando e accostando al marciapiede, e il finestrino si abbassa nella mia direzione, perché sicuramente si tratta di qualcuno che ha bisogno di indicazioni per arrivare alla stazione o al benzinaio più vicino.

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II. Retromarcia – Prima

Se c’è una cosa in cui sono sempre stato bravo è ricominciare da capo. Ho cambiato due volte ateneo, due volte corso di laurea, quattro volte appartamento e sette volte coinquilini. Ecco, magari questi ultimi non sono dipesi sempre da decisioni mie, ma il resto sì. Eterno indeciso? Poco motivato? Troppo instabile? Forse, ma ne ho fatto un mio punto di forza.

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A. QCVC – Agosto 2019

E siamo al primo appuntamento di QCVC, ovvero Quello Che Vi Consiglio: ogni mese farò una lista con l’album, la canzone, il libro, la serie e il film (o più di uno) che mi hanno accompagnato nel tempo libero.

Non dimenticatevi di farmi sapere la vostra lista, nei commenti sotto il post. Buona lettura!

I. Padova

Se l’album coi numeri arabi (Rifletto e vi racconto) sarà composto da tracce di riflessione più generale e verso l’esterno, questo album contrassegnato dai numeri romani (Mi specchio e mi racconto) sarà invece più personale, intimo e quindi rivolto verso l’interno.

Iniziamo localizzandoci a Padova, città dove ho iniziato i miei studi universitari. Grande (rispetto al paesino dove sono cresciuto), piena di giovani e opportunità, tutto era nuovo, e io dovevo sì focalizzarmi sull’università ma anche vivere al meglio questo passaggio all’età adulta. Essendo uno studente fuori sede, ho dovuto lasciare casa dei miei e cercare una sistemazione, ma ad essere sincero non vedevo l’ora.

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1. Prendi e vai

Hai mai provato per qualche ora a dimenticarti dello smartphone, dei social, di Internet? A togliere il WiFi, chiudere gli occhi ed ascoltare il tuo respiro, lasciar andare la testa dove vuole lei. Quante cose potremmo fare se ci disconnettessimo così all’improvviso? Potremmo leggere un libro, ascoltare un amico o un familiare, parlarci di persona, visitare quella persona che è da mesi che non vediamo, prendere un foglio e scrivere, provare quella ricetta che abbiamo sempre rimandato, uscire a fare due passi (senza musica ovviamente), ascoltando la città che è sempre in movimento, o ancora meglio partire e rifugiarci in mezzo alla natura.

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