B. QCVC – Settembre 2019

Ciao ragazzuoli, come state? Lo so, lo so, è passato più di un mese dal mio ultimo post; settembre è stato un mese bello pieno, tra studio, esami, trasloco nella casa nuova, e i pochi momenti liberi che ho avuto li ho dedicati agli amici. Ok, non è vero, collassavo a letto alle dieci; e sapete che vi dico? Che è stato bellissimo: non mi facevo delle belle dormite di otto ore da mesi. Ho anche ripreso la lettura, lo sport, le serie TV, e ora che mi sono sistemato e sono tornato alla mia routine non ho più scuse per continuare a procrastinare la scrittura. Quindi eccomi qui, il vostro Mercurio è tornato e pieno di buone idee per i post autunnali, o almeno spero.

Il primo post, per motivi di ritardo cronologico, è per forza Quello Che Vi Consiglio del mese di settembre: musica, film, serie e libri, vecchi o nuovi, che hanno riempito i pochi momenti vuoti di questo mese. Partiamo!


ALBUM Lana Del Rey, Norman F**king Rockwell! Un album che inizialmente non aspettavo molto, ma dopo aver sentito i primi singoli estratti mi è salito l’hype a mille. Suoni organici, scrittura molto buona, voce pulita e piacevole, certo lo stile è sempre quello, come le atmosfere da spiaggia californiana, droghe leggere, uomini maturi e malinconia da vendere. Ma stavolta Lana ha lasciato a casa il fascino patinato da femme fatale o gli atteggiamenti poser che tanto piacevano alle ragazze tumblr nel 2012. L’attenzione è focalizzata sui pezzi, sui testi, il disco è coeso e anche il migliore della sua carriera, a mani basse. I singoli Mariners Apartment Complex, Venice B*tch, hope is a dangerous thing for a woman like me to have – but I have it, Doin’ Time (cover dei Sublime) e The Greatest. Il mio voto:

Classificazione: 5 su 5.

CANZONI Charli XCX, Silver Cross. Un altro ottimo disco uscito poco fa è quello di Charli XCX, popstar britannica diventata famosa per un paio di ritornelli orecchiabili ma che negli ultimi EP e mixtape ha virato verso uno stile più elettronico, ispirato alla pc music, abbandonando a volte la costruzione classica della canzone. A mio personalissimo avviso, Silver Cross è tra i pezzi più interessanti del disco, assieme a Gone con Christine and the Queens e Click con Kim Petras e Tommy Cash. L’altro brano che ho ascoltato molto questo mese è Someone You Loved di Lewis Capaldi, sleeper hit a livello planetario di un altro artista britannico, piuttosto promettente. Consigliata se vi piacciono Sam Smith, Adele, Hozier e simili.

LIBRO Alexandre Dumas figlio, La signora delle camelie, una lettura leggera e scorrevole, forse più di quanto immaginassi quando me lo sono trovato tra le mani. Narra l’amore complicato tra un uomo e una prostituta nella Parigi ottocentesca; romantico, forse un pochino antiquato, ma ha un fascino ancora attuale. La trama è stata ripresa da Giuseppe Verdi e costituisce la base de La traviata; consigliato ad amanti del genere e non.

SERIE Queers, del 2017, una miniserie di 8 episodi, per una durata complessiva di due ore e quaranta minuti circa. Ogni episodio è autoconclusivo, ambientato in un pub e presenta un narratore sempre diverso che racconta dritto in camera la propria storia.

Si spazia dai primi del Novecento al 2016, e i temi sono il difficile riconoscimento dei diritti delle persone LGBT, la piaga dell’AIDS, la prostituzione, il travestitismo, la persecuzione da parte delle forze dell’ordine, i drammi matrimoniali e le storie d’amore vissute nell’ombra. L’impostazione degli episodi può sembrare statica, ma la brevità degli stessi e la bravura degli interpreti vi terrà incollati allo schermo dall’inizio alla fine, strappandovi ora una lacrima ora un sorriso.

FILM C’era una volta… a Hollywood, di Tarantino. Probabilmente chi non l’ha ancora visto avrà sentito pareri piuttosto contrastanti, dal fan entusiasta a quello deluso, e il mio consiglio è: andate a vederlo di persona. Tra i lavori di Quentin è forse quello con una trama apparentemente meno lineare, con filoni narrativi che non si incontrano e ti fanno domandare: Perchè? Lo stile è inconfondibile, il cast eccezionale, e vi consiglio di vederlo in lingua originale con i sottotitoli, come ho fatto io, per apprezzare al meglio le interpretazioni, in particolare quella di Di Caprio, che mi ha molto impressionato per la bravura. Si tratta di un film che parla di cinema, di come si facevano i vecchi western, di quel grande meccanismo tritatutto che è Hollywood, è pieno di citazioni e ammiccamenti, frutto di un grande lavoro del maestro che, scommetto, si è molto divertito.


E voi, che mi raccontate? Come stanno procedendo questi primi giorni d’autunno? Se avete qualcosa da consigliarmi scrivetemelo nei commenti, sono curioso. Il prossimo QCVC è fissato a fine mese, un bacione!

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